Esami di laboratorio nelle artropatie

appunti del dott. Claudio Italiano

 

CFR

Artrite

Artriti infettive

Artrite reumatoide

Laboratorio ed artropatie

ANA ed ENA

In reumatologia vengono presi in considerazione alcuni tests diagnostici di laboratorio utili ai fini dell'orientamento e per la definizione della fase evolutiva della malattia. Riportiamo in tabella i principali tests di laboratorio di interesse reumatologico. Gli esami di laboratorio nella malattia reumatica danno leucocitosi neutrofila, con VES alquanto elevata; presenza della proteina C reattiva (P.C.R., che sta ad indicare uno stato infiammatorio con distruzione cellulare) ed aumento delle mucoproteine sieriche; c'è, inoltre, una elevazione del TAS (espressione di una infezione da streptococco beta-emolitico). Il protidogramma evidenzia un aumento della frazione alfa2 e gamma. Gli indici di flogosi, aumenti della VES, delle mucoproteine e la presenza della P.C.R.  rappresentano, comunque, dei parametri aspecifici di flogosi, che vengono utilizzati per seguire l'evoluzione della malattia; essi in genere sono raffrontabili con l'andamento della VES, rispetto alla quale sono meno sensibili. Nell'artrite reumatoide sono alterati tutti gli indici aspe­cifici di flogosi (aumento della VES, delle mucoproteine sieriche e presenza della P.C.R.). I tests specifici sono quelli atti ad evidenziare la presenza nel siero di fattori reumatoidi: in verità, l'unico fattore (F.R.) finora evidenziabile con i mezzi di comune uso clinico è una immunoglobulina IgM anti IgG. Si ritiene che esso è dovuto ad una reazione immunologica dell'organismo con uno o più determinanti (Fab e Fc) presenti nelle immunoglobuline. I tests utilizzati sono quelli al lattice di Singler e Ploz e la reazione di Waaler-Rose (globuli rossi di montone sensibilizzati), dalla quale sono derivate diverse varianti. La reazione è positiva quando il titolo è di 1:20 per il test al lattice e di 1:32 per la reazione di Waaler-Rose. Le reazioni sierologiche sono spesso negative nei primi 6 mesi di malattia; tale negatività può talora spingersi fino a 12 mesi. Si parla, comunque, di A.R. sierologicamente negativa quando le reazioni sierologiche rimangono negative oltre tale periodo di tempo.

 

 

D'altra parte, il F.R. può essere presente in soggetti sani: secondo alcuni AA., l'incidenza in Italia sarebbe del 4,8%, con prevalenza nei soggetti che hanno superato i 50 anni di età (9,6%). Comunque, la ricerca del fattore reumatoide (F.R.) costituisce l'esame umorale principale per la diagnosi di tale forma morbosa, con la quale presenta un'associazione assai frequente (90%). La ricerca del F.R. è positiva anche nella s. di Sjògren (75%) e meno frequentemente nell'artrite reumatoide giovanile (25%). Esistono, peraltro, associazioni positive, cosiddette occasionali: panarterite nodosa, sclerodermia, cirrosi epatica, ipergammaglobulinemia di varia origine, mononucleosi infettiva, rettocolite ulcerosa, infezioni batteriche acute e croniche, infarto del miocardio, ecc. Nell'artrite reumatoide può anche risultare positiva (10-20% dei casi) la ricerca delle cellule L.E. (cioè di un fenomeno di nucleofagocitosi da parte di leucociti polimorfenucleati, che è tipico del lupus eritematoso — L.E. — nel quale si verifica nell'80% dei casi); può essere presente anche la ri­cerca del fattore antinucleare (ANF test analogo a quello delle cellule LE, ma dotato di maggiore specificità) nel 30% dei casi di artrite reumatoide e nel 90-100% dei casi di lupus eritematoso. Gli anticorpi antinucleari presentano la caratteristica di reagire con costituenti nucleari delle cellule;

Esami di laboratorio nelle osteopatie

cfr anche osteoartrosi

Ricordiamo brevemente i tests di laboratorio che trovano applicazione in campo di osteopatie. Nella osteoporosi calcemia, fosforemia e fosfatasemia alcalina sono normali. Nell' osteogenesi imperfetta la calcemia e la fosforemia sono normali; la fosfatasemia può essere modicamente aumentata. Nell'osteite fibrocistica si riscontrano ipercalcemia, ipofosforemia, con elevata eliminazione urinaria di calcio e fo­sforo; la fosfatasi alcalina è discretamente aumentata.

L'iperparatiroidismo secondario, in caso di insufficienza re­nale (osteite fibrocistica di origine renale), può venire esclusa in base alla normalità della funzione renale e del quadro biochimico sierico. Nel Paget calcemia e fosforemia sono normali e cosi la calciuria, mentre è aumentata la idrossiprolinuria, espressione di una esaltata distruzione ossea. La fosfatasi alcalina è notevolmente aumentata, indice di una esaltata attività osteoblastica. Nelle metastatì osteolitiche dell'osso si ha ipercalciuria ed ipercalcemia, che può provocare poliuria, polidipsia, disidratazione ed anoressia; normale la fosfatasi alcalina di origine ossea. Nella maggior parte dei casi di osteoporosi, calcemia, fosforemia, calciuria, fosfaturia e fosfatasi alcalina del siero sono normali; a volte la calcemia può essere aumentata. Un carico di calcio per via venosa viene trattenuto come di norma o in misura minore; dopo somministrazione di vitamina D si ha un aumento dell'escrezione urinaria di calcio. L"idrossiprolinuria è normale.Nelle metastasi osteolitiche dell'osso si ha ipercalciuria ed ipercalciemia, che può provocare poliuria, polidipsia, disi­dratazione ed anoressia; normale la fosfatasi alcalina di origine ossea. Nelle forme osteoblastiche la calcemia è normale e nelle urine si riscontra ipocalciuria; la fosfatasi alcalina è modificamente aumentata. Nel carcinoma metastatizzato della prostata si ha aumento della fosfatasi acida, mentre la fosfatasi alcalina è solo modicamente aumentata nelle forme osteoblastiche.

 

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