Anatomia utero

per sviluppare i temi:

Il fibroma uterino e l'utero fibromatoso
L'utero fibromatoso: sintomi e cura
Altre lesioni da HPV  

 

La struttura dell'utero

E' un organo impari piriforme diviso in fondo, corpo e collo.

Posizione e legamenti

L'utero è posto al centro della piccola pelvi, tra la vescica (anteriormente) e il retto (posteriormente).Anteriormente poggia sulla vescica, dalla quale è separato tramite il recesso peritoneale (cavo vescicouterino) che solitamente è una cavità virtuale; posteriormente è in rapporto col retto attraverso l'interposizione di un altro recesso peritoneale, il cavo retto-uterino, detto anche Cavo del Douglas, che solitamente contiene anse dell'intestino tenue; lateralmente al retto prendono inserzione, su entrambi i lati, i legamenti larghi, delle formazioni peritoneali contenenti tessuto connettivo e strutture vasali e legamentose (legamento rotondo, tuba uterina, uretere, parte delle ovaie) Caratteristica è la posizione dell'utero rispetto al bacino: l'asse maggiore di questo forma con l'asse maggiore del bacino un angolo aperto anteriormente (angolo di versione) di circa 60° (condizione detta antiversione fisiologica), mentre l'asse del corpo forma con l'asse del collo uterino un angolo ottuso (angolo di flessione) di circa 150°, aperto anteriormente (antiflessione fisiologica).
Il collo consta di una porzione che è sita all'interno della vagina e una zona costituita dal canale cervicale che prosegue, attraverso l'orificio uterino interno, con la cavità uterina.

Istologia

L'utero, ma principalmente, la "portio", vale la parte del collo dell'utero che sporge in vagina, è sede di neoplasie e lesioni. Quindi è una parte molto studiata dai ginecologi. In particolare è l'epitelio sede di neoplasie. Esattamente lo è il punto di passaggio tra l'epitelio dell'utero, là dove esso si riflette dentro la vagina, detta zona di trasformazione. La struttura degli epiteli che rivestono queste varie porzioni dell'organo sono diverse; noi troviamo un epitelio pluristratificato che riveste la vagina e la porzione uterina che aggetta all'intern dell'apertura stessa (portio), una zona di passaggio che prende il nome di giunzione squamo-colonnare che determina la congiunzione dell'epitelio pluristratificato con un epitelio batiprismatico semplice costituito da cellule colonnari cibate cui sboccano delle ghiandole e, infine, questo epitelio si continua con l'endometrio. Le neoplasie che noi prenderemo in considerazione oggi sono quelle epiteliali che insorgono a livello del collo dell'utero, sia della porzione esterna sia quelle del canale cervicale che, ripeto, hanno due istogenesi diverse perché prendono origine da due epiteli diversi.
Nella vagina e nella portio abbiamo un epitelio pluristratificato per una funzione protettiva, specie nei confronti di traumatismi; nel canale cervicale non c'è più questa necessità. La giunzione squamo-colonnare rappresenta un punto critico per quanto riguarda le trasformazioni neoplastiche; è localizzata all'incirca in corrispondenza dell'orificio uterino esterno ma, a seguito di varie condizioni, può spostarsi in avanti (quando abbiamo un aumento del volume della portio) e subire una trasformazione: in altre parole quell'epitelio che prima doveva essere protetto all'interno del canale cervicale si sposta in basso e come reazione abbiamo una metaplasia squamosa per poter fronteggiare il maggiore traumatismo a cui è sottoposto. Per contro nel periodo della menopausa, con il venir meno degli stimoli ormonali, si determina una riduzione della massa dell'utero e quindi si può avere una risalita della giunzione all'interno del canale cervicale. Tutto questo è importante perché esiste un'indagine, detta PAP test, che significa test citologico con colorazione di Papanicolau che studia le cellule di sfaldamento vaginale e le infezioni. Si possono ricavare con esso varie nozioni:

- la cellularità, nel senso che alcune cellule sono diventate atipiche ed attirano l'attenzione dell'oncologo ai fini preventivi

- le infezioni, nel senso che si possono trovare, studiando il test, le ife dei miceti, per es. della candida, il tricomonas vaginalis, le lesioni da herpes virus o da papilloma virus.

Infine ricordiamoci che l'epitelio interno dell'utero, detto endometrio, va incontro a modificazioni cicliche che costituiscono il "ciclo" mestruale. Viceversa lo strato muscolare, o miometrio, va incontro ad altre lesioni, per es.le lesioni miometrali, dette miomi uterini, molto frequenti nelle donne e causa di sterilità. Il mioma, o fibroma, uterino è il più frequente tumore benigno dell'utero, esso è presente in oltre il 35 per cento delle donne di età superiore ai 30 anni. I miomi o fibromi uterini sono delle alterazioni tumorali benigne dovute all'esagerato sviluppo di cellule muscolari lisce dell'utero. Per alcuni autori si tratterebbe di un'alterazione della cellula muscolare liscia immatura, secondo altri di una cellula mesenchimale totipotente, questo spiegherebbe la duplice componente del tumore: muscolare e fibrosa. Gli estrogeni che stimolano la moltiplicazione delle cellule del fibroma stesso. Non a caso, prima della pubertà molto difficilmente si evidenziano fibromi, mentre dopo la menopausa, quando manca la produzione degli estrogeni, i fibromi possono ridurre la loro dimensione fino a scomparire. Durante la gravidanza, invece, quando il livello di estrogeni è elevato, un eventuale fibroma può aumentare notevolmente di volume, e il rischio per la gravidanza. Se predomina la componente fibrosa si chiamano fibromi, se prevale quella muscolare miomi e se non c'è differenza si parla di fibromiomi >> Il fibroma uterino e l'utero fibromatoso indice sessuologia