La policitemia: classificazione

appunti del dott. Claudio Italiano

Quando parliamo di policitemia facciamo riferimento ad un’affezione mieloproliferativ, vale a dire ad una malattia del sangue con aumento abnorme  ed autonomo, cioè svincolato da tutte le regolazioni fisiologiche dell’organismo,  di tutte le 3 serie ematopoietiche (globuli bianchi, globuli rossi e piastrine), ma prevalenza dell'eritropoiesi, cioè del processo di produzione dei globuli rossi, che si accrescono nel loro numero, dando luogo ad una condizione detta “poliglobulia”, con valori di ematocrito elevati > di 55% (ricordiamoci che l’ematocrito o Hct rappresenta la percentuale fra la quota liquida e corpus colata del sangue, per cui se è elevato, significa che il sangue è molto denso, come una marmellata!). Epidemiologia. affezione rara; picco di età intorno a 60 anni; M > F. Fisiopatologia: con un Ht > 55% si ha un aumento critico della viscosità del sangue con un abbassamento della capacità di trasporto di O2. Valori Ht > 60% mettono in pericolo la microcircolazione e si ha una maggiore incidenza di complicanze tromboemboliche, soprattutto, in caso di concomitante trombocitosi. Poiché, come sappiamo da questo sito, nell’eritropoiesi gioca un ruolo fondamentale l’eritropoietina, (EPO), la sua soppressione  è espressione di questa malattie. Per poliglobulia invece, anche se oggi questo termine è ormai in disuso, si intende un aumento del numero quantitativo di eritrociti o emazie (globuli rossi), evenienza questa presente nel paziente respiratorio con bpco o enfisema.policitemia vera al microscopio