Life style e prevenzione delle malattie cardiovascolari.

 

appunti e riflessioni del dott. Claudio Italiano

Nel 2009, alla luce dei nuovi studi, quale prevenzione per le malattie cardiovascolari è possibile? In sostanza, se sono obeso, se ho un BMI o indice di massa corporea maggiore di 30 (per il calcolo vedi  dieta seria) , se ho il colesterolo, se il colesterolo HDL, quello “buono” è basso, posso morire subito o aspettare, per esempio di morire di fame, non avendo ottenuto la pensione INPS nel 2030?E ancora, sono un soggetto obeso (cfr dieta) e sono a rischio di infarto del miocardio e di ictus oppure no? Tabella dell'indice di massa corporeaConfronta le pagine sulla dieta seria e sull'obesità e lo saprai. Nel frattempo specchiati in questa grafica colorata di cui sopra, dove in basso trovi sulla linea delle x il tuo peso e su quella della y la tua altezza; incrocia e vedi se vai sulla striscia "verde" oppure "gialla" o peggio, "rossa", a seconda se sei in mormopeso, sovrappeso ed obeso!! Ma se questo ti può consolare, anche il titolare del sito viaggia tra il giallo e l'arancio!  Scherzi a parte, oggi il controllo farmacologico dei fattori di rischio, delle statine, dei nuovi antiipertensivi e la prevenzione con i nuovi farmaci antiaggreganti (cfr infarto e cura), la vecchia aspirina ed oggi il clopidogrel, rappresentano un baluardo contro gli incidenti cerebro e cardiovascolari (cfr L'ictus cerebrale  ictus- classificazione  ictus- l'esame del paziente ictus- la diagnostica ictus- la cura, oggi). Vediamo quali sono i fattori di rischio tradizionali e quelli emergenti, quelli che si possono modificare con opportuna terapia del caso e quelli che sono innati:  

 

Fattori di rischio tradizionali ed emergenti

Tradizionali

Fumo

Obesità con BMI > 30, ipercolesterolomia

alti livelli di lipoproteine a bassa densità o LDL

bassi livelli di lipoproteine ad alta densità HDL-C

sesso maschile – età- familiarità

pregressa malattia cardiovascolare

Emergenti

– iperomocisteinemia – iperfibrinogenemia (cfr malattie della coagulazione )

– ipertrigliceridemia – alti livelli di Lp (a)

– alti livelli di PC-R

– resistenza insulinica ed aumento del grasso viscerale (cfr sindrome metabolica)

Fattori di rischio modificabili e non-modificabili ai fini del rischio cardiovasculometabolico

La piramide alimentare, alimenti permessi

1=carne rossa, burro con moderazione; 2=riso brillato, pane bianco, patate, pasta e dolci con moderazione; 3= latticini e supplementazioni di calcio da 1 a 2 porzioni; 4= pesce, pollame, uova da 0 a 2 porzioni; 5= noci e legumi da 1 a 3 porzioni; 6=verdura in abbondanza; 7= frutta da 2 a 3 porzioni; 8=alimenti integrali, raccomandati in tutti i pasti; 9= oli vegetali di oliva, cancla, scia, mais, girasole, arachidi ed altri oli vegetali; 10= vitamine, in tutti i pasti, alcool con moderazione

Fattori di rischio non modificabili:

-Sesso – età – razza – famigliarità

-Polimorfismi genetici

-iperomocisteinemia

Fattori di rischio modificabili

- dieta

iperlipidemia

alcool

fumo

ipertensione arteriosa

diabete

I fattori di rischio tradizionali ed emergenti, modificabili e non modificabili e i cambiamenti dello stile di vita possono insieme contribuire a ridurre il rischio cardiovascolare. Tra essi l’abolizione del fumo gioca un ruolo principale così come è importante, sia per il diabete che per la persona obesa un’adeguata attività fisica e modificare le abitudini alimentari (cfr Quali alimenti mangiare in una dieta giusta?   ).

Il discorso delle piramidi… alimentari!

Che significa? Parliamo di egittologia? No, di un discorso che c’entra con l’alimentazione, perché alla base delle piramidi si trovano gli alimenti di cui è necessario fase uso con frequenza quotidiana, fino a quelli localizzati in alto, al vertice, per esempio i dolci, da usare con moderazione.  Tutta le piramidi alimentari sono diventate due da quando nel 2003 Willet e Stampfer hanno proposto una rifondazione della piramide stessa, togliendo alcuni cibi dalle hit parade e mettendone altri, come per esempio le carni rosse, per le quali meno se ne mangia e meglio è, tenuto conto, per altro del valore nutritivo di altri cibi e del minor rischio per quanto concerne l’impiego di ormoni, antibiotici e la presenza di grassi saturi nelle carni; lo stesso dicasi per le patate che hanno un potere calorico ed un indice glicidico assai elevato, più del pane e della pasta.  Per esempio per i grassi si opera un distinguo tra quelli come il burro che sono considerati a rischio di sviluppare patologia aterosclerotica e per l’instaurarsi di ipertertensione arteriosa (cfr La prevenzione del rischio cardiovascolare) e quelli vegetali come l’olio del mais o di oliva, ricchi di grassi polinsaturi, alla base delle diete leggere, usati crudi sulle verdure.  Così pure i cereali sono diventati nobili elementi da portare a tavola tutti i giorni, specie se integrali e ricchi di fibre, che vanno a posizionarsi al “basamento” della piramide, perché sono fondamentali e di basso indice glicemico, cioè rilasciano glucidi con lentezza durante la digestione . Perfino al vino rosso viene dato accesso quotidiano, se in piccole dosi, ovviamente! La verdura (cfr La frutta e le verdure) deve essere consumata per 2-3 volte/die poiché si è visto che chi consuma tali cibi riduce il rischio del 27%  per ictus e del 42% per malattie cardiovascolari.

Link in tema del life style e dieta

La dieta seria

Quali alimenti mangiare in una dieta giusta?

I cereali, questi nobili sconosciuti da invitare a tavola

La frutta e le verdure: quando, come e perchè

Le diete