Percussione fegato

Percussione del fegato

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La percussione nella semeiotica dell'addome riveste una importanza di gran lunga inferiore alla palpazione, che è più ricca di rilievi; tuttavia, la percussione viene a confermare e precisare i dati della palpazione per quanto riguarda i limiti inferiori degli organi ipocondriaci, a fissare i confini superiori di questi organi, a dimostrare la presenza di versamenti addominali scarsi, a delimitare i confini dello stomaco e del colon (meglio dopo insufflazione di aria), a delimitare gli organi cavi contenenti aria dalle strutture solide e in particolare a dimostrare la presenza di gas nel cavo peritoneale (pneumoperitoneo). Normalmente la percussione dell'addome fornisce un suono timpanico, in rapporto alla presenza di aria contenuta sotto tensione nei visceri cavi. Si tenga presente che se la consistenza e le dimensioni del fegato sono normali, il margine inferiore del viscere si riesce ad apprezzare soltanto nei soggetti con pareti addominali assai sottili e lasse, nelle profonde inspirazioni; all'epigastrio, data la sottigliezza del margine e la presenza dei muscoli retti, l'apprezzamento palpatorio suole riuscire particolarmente difficile. D'altra parte, la percussione è la sola metodica  che consente la delimitazione del margine superiore del viscere.

 

Percussione del fegato

Per delimitare i confini superiori del fegato, percussione si esegue sulla parete anteriore a paziente supino e sulla parete laterale e posteriore a paziente seduto; la percussione si effettuerà dall'alto in basso, secondo le linee verticali del torace, mentre il paziente respira tranquillamente. L'ottusità epatica va distinta in relativa e assoluta.

Schema: area di percussione del fegato

Alla linea emiclaveare A, quest'organo si estende dal V spazio intercostale B fino al margine costale C; dal momento che durante l'inspirazione il fegato può abbassarsi di 1-3 cm, un margine epatico palpabile non è sempre indicativo di epatomegalia

La prima indica i confini superiori del viscere che sono ricoperti dai lembi inferiori polmonari e per i quali, quindi, occorre impiegare una percussione forte, data la loro sede profonda, risultandone in definitiva un suono di ottusità non assoluta, cioè una ottusità relativa e quindi un suono ipofonetico; la seconda indica la parte di viscere che rimane scoperta dai lembi inferiori dl polmone e questa va ricercata con una percussione leggera, risultandone una ottusità assoluta. L'ottusità assoluta, pertanto, coincide con il decorso dei margini inferiori del polmone destro, mentre i limiti superiori dell'ottusità relativa decorrono parallelamente ai primi, 3-4 cm più in alto anteriormente; andando verso l'indietro questo scarto si riduce, in quanto si riduce l'estensione del polmone che ricopre il fegato. I limiti della ottusità relativa normalmente corri­spondono: al margine inferiore della IV costola sulla margino-sternale destra, al margine superiore della V costola sulla parasternale, al margine inferiore della V sulla emiclaveare, al VI spazio intercostale sulla ascel­lare anteriore, al VII spazio sull'ascellare media, alla IX apofisi spinosa sulla linea spondiloidea; essi cioè coincidono con quelli della cupola epatica e vengono a tracciare sul torace una linea, che si innalza andando dall'indietro in avanti. I limiti superiori dell'ottusità assoluta normalmente

corrispondono: al margine inferiore della V costola sulla marginosternale destra al margine superiore della VI sulla parasternale, al margine inferiore della VI sulla emiclaveare, al margine superiore della VII costola sull'ascellare anteriore, al margine inferiore della VII sull'ascellare media; all'VIII costa sull'ascel­lare posteriore, alla IX costa sull'angolare della scapola, all'XI costa sulla paravertebrale. Il limite superiore dell'ottusità epatica, sia assoluta che relativa, discende di circa 2 cm nelle profonde inspirazioni e di circa 1 cm nel passaggio dalla posizione supina a quella eretta; ali'incirca uguale è lo spostamento in basso del margine inferiore del viscere. Per la delimitazione plessica del margine inferiore del fegato si deve ricorrere ad una percussione assai leggera, data la risonanza timpanica che tale manovra suscita a livello dello stomaco, del tenue e del colon sottostanti al fegato, favorita dalla sottigliezza di detto margine. Normalmente, in posizione supina durante la pau­sa respiratoria il bordo epatico corrisponde all'arcata costale dall'ascellare media all'emiclaveare, da dove inizia a debordare, raggiungendo 1 dito trasverso all'incirca tra emiclaveare e parasternale.

L'andamento del bordo epatico sulla linea media­na varia in rapporto al tipo costituzionale: esso all'in­circa taglia la xifoombelicale a metà nei normosplancnici, all'unione del terzo superiore con i 2/3 inferiori nei microsplancnici ed all'unione dei 2/3 superiori con il terzo inferiore nei macrosplancnici; nel normotipo si immette sotto l'arcata costale sinistra tra para-sternale ed emiclaveare, nel macrosplancnico sull'emiclaveare e nel microsplancnico sulla parasternale Sx. Le dimensioni del fegato si sogliono valutare cal­colando la distanza tra il margine superiore dell'ottu­sità assoluta ed il margine inferiore del viscere sulla li­nea emiclaveare. I valori normali risentono della costituzione del soggetto; nel maschio adulto su tale li­nea misura 12 ± 2 cm; esso è di 8-9 cm sulla ascellare anteriore, di 6-7 cm sull'ascellare posteriore, 4-6 cm sull'angolo-scapolare; anteriormente l'ottusità relativa, come si è detto, misura 3-4 cm in più.

Per approfondire il tema:
Epatomegalie: perchè un fegato è ingrossato?
Alterazioni cistiche epatiche
L'anatomia del fegato ;
percussione aia fegato
 

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