Malattie demielinizzanti

aggiornato a luglio 2018 

appunti del dott. Claudio Italiano

Che cosa sono le malattie demielinizzanti?

Per capire in cosa consistono le malattie demielinizzanti, occorre prima sapere com'è fatto un nervo. Esso è come una specie di filo elettrico che conduce un segnale. Certamente non ha un anima di rame, ma per rifarci all'esempio del cavo elettrico, diremo che ha una parte esterna, la guaina, nel nostro caso mielinica, ed un interno rappresentato dalla fibra nervosa vera e propria, in sostanza costituita dal prolungamento del corpo della cellula nervosa stessa. Come accade per un filo elettrico che se la guaina di plastica si deteriora, comincia a fare scintille ed un circuito elettrico  va in black-out, per cortocircuito, così se il nervo si deteriora nella sua guaina mielina, la trasmissione nervosa si deteriora fino a bloccarsi del tutto. Ora dobiamo sapere, anche, che i nervi conducono segnali elettrici in periferia, verso i muscoli e consentono il movimento e, al contrario, dalla periferia verso il cervello, conducono segnali elettrici di senso, che informano il cervello sulle sensazioni, per es. il tatto, il calore, la postura di un arto e cosi via.  La guaina mielinica avvolge molte fibre nervose all'interno del sistema nervoso centrale e periferico; ha la funzione di accelerare la trasmissione assonale degli impulsi nervosi. Le malattie che colpiscono la mielina determinano un'interruzione della trasmissione nervosa; i sintomi possono riflettere un'alterazione in qualsiasi parte del sistema nervoso. La mielina è prodotta da alcune cellule specializzate, gli oligodendrociti, che la producono. Nel sistema nervoso centrale differisce, per caratteristiche chimiche e immunologiche, da quella prodotta perifericamente dalle cellule di Schwann. La mielina del sistema nervoso centrale è costituita da strati paralleli di lipidi molecolari, sovrapposti a strati di proteine idrofile ed ha la funzione di proteggere e rivestire gli assoni della cellula nervosa. Di sinapsi ed assoni ne avevamo accennato nel capitolo dedicato al disturbo cognitivo. Qui, per farci capire, con le scuse per i colleghi neurologi che ci leggono, diremo che la mielina è come una specie di rivestimento di un filo elettrico, in sostanza come la guaina plastificata dei fili elettrici dei circuiti, con delle interruzioni detti "Nodi di Ranvier", dove passano ioni e soluti ed il nervo scambia con l'ambiente extracellulare. Così, per usare un sillogismo, nel caso in cui essa si distrugga si avrà, per così dire, un disturbo della conduzione del segnale, che nel nostro caso è un segnale nervoso che viaggia, appunto, nell’assone della cellula nervosa. La quota principale dei costituenti della mielina è rappresentata dalla quota dei lipidi che raggiunge il 75%, contro la rimanente quota proteica. Il turnover della mielina continua per tutta la vita, anche se nell’anziano si riduce.

Tipi di malattie demielinizzanti

Si dividono in centrali, cioè dell'encefalko, e periferiche, cioè dei nervi periferici

Malattie demielinizzanti periferiche

Approfondisci: >>  Paralisi in periferia

Le aree più frequentemente colpite nel sistema nervoso centrale sono l'encefalo, il midollo spinale e i nervi ottici. La demielinizzazione è spesso secondaria a malattie infettive, ischemiche, metaboliche, patologie ereditarie o a una tossina, il diabete (p.es., alcol, etambutolo). Nelle malattie demielinizzanti primitive la causa è sconosciuta, tuttavia si sospetta il coinvolgimento di un meccanismo autoimmune, poiché la patologia segue talvolta un'infezione virale o una vaccinazione nei confronti di un virus.

La demielinizzazione tende a essere segmentaria o a chiazze, interessando più aree, simultaneamente o in sequenza. Spesso si verifica una rimielinizzazione, con riparazione, rigenerazione e recupero completo della funzione neuronale. Tuttavia, un'estesa perdita di mielina è di solito seguita dalla degenerazione dell'assone e spesso del corpo cellulare; entrambe possono essere irreversibili.

- la sindrome di Guillain-Barré,

- la polineuropatia infiammatoria demielinizzante cronica

- le polineuropatie tendono ad interessare soprattutto i nervi periferici, mentre altre colpiscono principalmente il sistema nervoso centrale ( Patologie che possono causare demielinizzazione nel sistema nervoso centrale).

L'ipotesi di una malattia demielinizzante deve essere sospettata in ogni paziente con deficit neurologici non spiegabili in altro modo. Le malattie demielinizzanti primitive devono essere sospettate in presenza di:
Deficit diffuso o multifocale
Esordio improvviso o subacuto, in particolare nei giovani adulti
Insorgenza entro alcune settimane da un'infezione o una vaccinazione
Sintomi ad andamento recidivante-remittente
Sintomi indicativi di una specifica malattia demielinizzante (p.es., neurite ottica inspiegata od oftalmoplegia internucleare indicative di sclerosi multipla)

Malttie demielinizzanti centrali

Sclerosi laterale amiotrofica (SLA)

La SLA è quasi sempre una malattia sporadica,  con incidenza di 1-3 casi ogni 100.000 individui all'anno cioè che compare assolutamente a caso, solo nel 10% dei casi si riconosce una causa genetica. E’ una malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso che colpisce i cosiddetti neuroni di moto, cioè le cellule del sistema nervoso centrale, sia a livello encefalico, definite motoneuroni centrali o 1º motoneurone ed a livello del midollo spinale e tronco encefalico, o motoneuroni periferici o 2º motoneurone, a livello del tronco encefalico e del midollo spinale. Le cellule degenerano e muoiono ma le cause sono ancora ignote. Un importante passo avanti verso una risposta della questione avvenne nel 1993, quando alcuni scienziati scoprirono che mutazioni nel gene che produce la superossido dismutasi Cu/Zn (nota anche come enzima SOD1) erano associate con alcuni casi di SLA familiare (~20%). Questo enzima ha funzione antiossidante in quanto riduce il livello di ione superossido (O2−) un radicale libero tossico prodotto durante il metabolismo ossidativo cellulare capace di alterare le proteine, le membrane e il DNA stesso. Ora, poiché i motoneuroni sono cellule che trasmettono i segnali nervosi ai muscoli per il movimento ed, in ultima analisi, per il loro buon funzionamento ed il trofismo (da cui il nome “amiotrofica”, ne deriva un decorso  della patologia devastante, con esito letale, nell’arco di 2-5 anni,  perché il paziente, a poco a poco, resta imprigionato con la mente lucida in un corpo che non risponde ai suoi comandi e perfino a funzioni semplici, come l’azione respiratoria. Alcuni distretti muscolari sono risparmiati: la funzione vescicale  ed dell'intestinale, le funzioni sessuali, la vista e il cuore. Ancora, il termine di “laterale” deriva dal fatto che sono colpite le porzioni laterali del midollo spinale. Le ipotesi eziopatogenetiche sembrano correlate al rilascio di glutammato, che è una sostanza eccitante neurotrasmettitoriale che crerebbe un danno eccito tossico, di tipo ossidativo; nel mondo del calcio su 30.000 calciatori, ben 51 sono stati colpiti.
 

Sclerosi a placche

La >> sclerosi multipla è una malattia ad eziologia sconosciuta definita da sintomi e segni, a decorso temporale tipico che si caratterizza per aree multiple di infiammazione, demielinizzazione e danno assonale a livello encefalico.

Terapia

Risultati immagini per Demyelinating diseasesUna varietà di fattori di crescita vengono esplorati come agenti terapeutici rilevanti per i deficit assonali e oligodendrogliali che si verificano a seguito di lesioni demielinizzanti come sono evidenti nella sclerosi multipla (SM). Cinque proteine presenti nel sito della lesione influiscono sulla rigenerazione degli oligodendrociti. Esiste un approccio che viene sfruttato per manipolare l'ambiente lesionale affiliato a più malattie neurodegenerative e suggerisce che l'utilità di questi approcci può estendersi alla demielinizzazione. Le sfide sono di comprendere ulteriormente i ruoli di specifici fattori di crescita a livello cellulare e tissutale. Tecnologie emergenti possono quindi essere impiegate per ottimizzare l'uso dei fattori di crescita per migliorare i deficit associati alle malattie degenerative demielinizzanti.

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