Deviazione assiale e tracciato cardiaco

appunti del dott. Claudio Italiano

 

In questo sitoweb abbiamo già tracciato per grandi linee come si interpreta un ecg avendo riscosso un successo unico, specie tra il personale parasanitario che ha fatto tesoro di queste poche norme riversate alla buona sul web, frutto di appunti personali universitari e di lezioni per gli infermieri. Qui pariliano in particolare di come si rileva l’asse cardiaco .

L’asse cardiaco che cos'è?

Noi tutti sappiamo che prima che fosse inventata la tecnica ecocardiografica, il cardiologo si avvaleva di altre metodiche per la valutazione del paziente. Per esempio si effettuava il “telecuore”, che non vuol dire il cuore in TV, ma una particolare proiezione di raggi che consentiva di avere una silhouette del cuore, interpretandone i profili per addivenire alla diagnosi di ipertrofia del cuore, del ventricolo destro (cuore polmonare) o del ventricolo sinistro (ipertrofia del miocardio, come danno d’organo, per esempio, del paziente con ipertensione).  

Così saper interpretare l’asse cardiaco o asse elettrico del cuore è fondamentale per riconoscere la direzione del vettore elettrico del cuore che è la risultante, poi, di tutte le forze elettriche cardiache al momento della sistole e capire il cuore in quale “direzione” procede, se verso il ventricolo sinistro che, verosimilmente, deve essere quello più potente e sviluppato e che lavora a pressione maggiore o, piuttosto, in maniera anomala, verso il ventricolo destro, dunque, nelle condizioni di ipertrofia dello stesso e quindi nelle condizioni in cui delle patologie determinano impegno delle sezione destre del cuore stesso.

Altro concetto importante: l'asse elettrico, in caso di lesione ischemica del cuore, l'asse devia; se abbiamo una ischemia lungo il decorso delle vie di conduzione del segnale elettrico del cuore, l'asse devia in direzione opposta. Nell'emiblocco anteriore sinistro, per esempio, l'elettrodo aVF che esplora dal basso, dai piedi, vede il vettore che si allontana e quindi lo registra in maniera negativa, anzichè in maniera positiva. Cosi il vettore elettrico è deviato in alto e verso sinistra, non scende in basso come deve essere.

 Lo schema che vedete, un cerchio con i gradi, rappresenta idealmente un paziente, con il centro del cerchio al centro del cuore e le varie diramazioni elettrocardiografiche, in sostanza i vari punti elettrici da cui gli elettrodi esplorano il cuore.   Nella figura si  illustra  il sistema di riferimento sul piano frontale la rappresentazione delle derivazioni bipolari (DI-DII-DIII) e unipolori (aVL, aVF, aVR). Le derivazioni ECG bipolari possono venire rappresentate dai lati di un triangolo (triangolo di Einthoven) che unisce gli arti superiori e la gamba sinistra. Il vettore al centro dei triangolo rappresenta una forza elettrico che prende origine a livello dei cuore. Di norma, poichè il cuore è più sviluppato nelle sue sezioni di sinistra e prevale la porzione miocardica sinistra, l'asse o vettore medio dei QRS nell'adulto si dispone tra -30 ° e +90° sul piano frontale. Nella figuro sono rappresentate dalle freccie i i limiti per la diagnosi di deviazione assiale sinistra (-30°,-90°) e di deviazione assiale destro (+90°,+ 150°). ECG: deviazioni assialiAl tracciato (ecg), dunque, occorre ricercare il complesso QRS più alto nelle varie derivazioni per capire dove ricade la direzione del vettore cardiaco. Ecco a fianco alcuni esempi di tracciati con  deviazione assiale sinistra, deviazione assiale destra, deviazione estrema ed asse indeterminato nelle derivazioni DI e DII. Una deviazione assiale sinistra può essere in genere provocata da un blocco dei ramo anteriore della branco sinistra dei fascio di His (emiblocco anteriore sinistro); viceversa, uno notevole deviazione assiale destro può essere correlato ad un blocco dei ramo posteriore della branco sinistra (erniblocco posteriore sinistro). La deviazione assiale destra è in genere legato a sovraccarico cardiaco (cuore polmonare) o malformazioni. Ovviamente avere un blocco della conduzione potrebbe essere anche espressione di fatti ischemici o di lesione che è conseguita ad infarto del miocardio. 

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