Il dolore alle ginocchia e l'articolazione, che cos'è?

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Il dolore delle ginocchia

L'articolazione è in generale una struttura anatomica che mette in contatto mobile due ossa, cioè li articola, altrimenti saremmo delle statue e le gambe delle colonne rigide. Viceversa le articolazioni permettono il movimento, cioè per es. le gambe si flettono sulle cosce, le cosce sul bacino, le braccia con i gomiti si piegano e cosi via. Per esempio, in particolare,  il femore si articola con il piatto tibiale, cioè un osso si muove dott. Italiano Claudioangolandosi sull'altro osso, ma senza entrare in contatto diretto, altrimenti sarebbero dolori!

 Infatti esiste un tessuto duro ed elastico al tempo stesso che è la cartilagine articolare, protegge le due estremità ossee e si sovrappone come una specie di cuscinetto, e costituisce il menisco. Essa proteggere le ossa dal contatto diretto, dallo sfregamento e dall'urto durante il movimento. Per capire a che cosa serve, basti pensare ad una persona anziana, dove, appunto, la cartilagine si è consumata e le ossa si articolano fra scrosci e dolori, per l'impatto che deriva tra di esse.

Pensate alla gonartrosi. Si parla di artrosi al ginocchio (o gonartrosi) quando degenera l'articolazione del ginocchio che è una struttura complessa, costituita da due capi articolari che si affrontano, tibia e femore, come dicevamo, però con tutto l'apparato articolare di capsula, sinovie, menisco, osso patellare, ligamenti del ginocchio e tendini dei muscoli. Rappresenta la zona d inserzione fra la coscia e la gamba, è un articolazione molto più complessa di quella del gomito e della caviglia, è molto meno stabile. Il ginocchio è costituito da due facce, la prima, anteriore, denominata rotulea, mentre la seconda, posteriore, detta poplitea.

articolazione del ginocchio, ligamenti del ginocchio

Nell'articolazione entrano in gioco altre strutture, come la membrana sinoviale, una specie di rivestimento delle superficie che ha funzione trofica, cioè di nutrimento e di lubrificazione. Muscoli e tendini intervengono in maniera attiva a flettere ed estendere le articolazioni, cioè producono il vero movimento delle strutture ossee, inserendosi su di esse attraverso quelle strutture fibrose a mò di corde che sono i tendini. I tendini, cioè, sono le ultime porzioni con cui finisce un muscolo e, per così dire,  servono a "tirare" l'osso, quando il muscolo di contrae, generando movimento. A parte la sinoviale o membrana sinoviale, esiste nell'articolazione, classicamente, una capsula articolare, cioè una specie di manicotto che protegge le estremità ossee e ne consente la stabilizzazione. Il liquido protegge e lubrifica l'articolazione, nutrendo la cartilagine.

Il dolore articolare

vedi anche Artrosi

 Il dolore articolare  è quello che si manifesta nell'uso dell'articolazione, durante e dopo lo svolgimento delle attività fisiche ma anche per semplici gesti quotidiani come salire qualche rampa di scale o se forziamo il gomito nello svitare un barattolo dal coperto serrato. Le persone che soffrono di dolori articolari talora lamentano un'eccessiva rigidità articolare, specie al mattino, appena svegliate ed una minore mobilità nelle attività quotidiane.  Per altre persone il dolore articolare può essere così intenso da impedire il normale svolgersi delle attività quotidiane, tanto da costringerle a cambiare perfino attività. In questi soggetti la cartilagine articolare, per esempio, quella del ginocchio, è completamente distrutta, mentre in genere essa è in grado di svolgere funzioni importanti, come quella di dare solidità e sostegno all'articolazione in genere,  e di autorigenerarsi. La sua usura, infatti, crea problemi di movimento ed instabilità.

Chi è più soggetto alla gonalgia?

Si tratta delle persone anziane, ma già a partire da 50 anni la patologia si  può manifestare, anche se è assai rara ai 40 anni. Le donne, dopo la menopausa, ne sono colpite in maniera eclatante, più degli uomini e soprattutto le donne obese e gli obesi in genere, perché il peso che scarica sul ginocchio causa danno maggiore da compressione e sollecitazione. Lo stesso dicasi per chi ha subito degli eventi traumatici o lesioni (es. frattura del ginocchio, del piatto tibiale, dell'epifisi del femore, dei condili ecc.). Coloro i quali hanno avuto in famiglia dei casi di artrite o artrosi, per cui è importante la componente genetica; per esempio ammalano di artrosi madre e figlia. Ancora chi pratica sport agonistico, essendo predisposto alle sollecitazioni intense, è anche predisposto a logoramento accentuato delle superfici articolari-

Cura del dolore articolare e della gonartrosi

 Radiografia del ginocchio sinistro di una paziente con artrosi del ginocchio, che poi è stata operata di protesi.E' opportuno, per prevenire il dolore articolare:

- perdere peso se siamo obesi, perché scaricare un ginocchio alterato è importante;
- praticare una moderata attività fisica, quale passeggiate in piano di buon passo (è sufficiente una 40 di minuti al giorno, cosa assai utile anche per il diabete, se possibile il nuoto che consente al ginocchio di lavorare in scarico e la bicicletta, per quelli che non hanno già in atto la gonartrosi. In tutti i casi vanno evitati sports come il calcio ed il salto, perché questi sovraccaricano l'articolazione del ginocchio o, peggio, lo stepper (!!) e la discesa. Se dobbiamo trattare il dolore, ricordiamoci che i farmaci per la cura dell'artrosi sono solo delle cure palliative e sintomatiche, cioè danno un sollievo limitato nel tempo e causano grossi problemi allo stomaco, quali ulcere e gastriti. In genere si impiegano, per via orale il paracetamolo, da solo o associato a codeina oppure ibuprofene, naproxene, nimesulide e altri. Meno utilizzatì i Coxib, specie nei cardiopatici. Per via parenterale si impiegano anche i cortisonici o si fanno infiltrazioni di cortisone e di acido ialuronico ma non tutti gli specialisti di ortopedia sono d'accordo su quest'ultimo trattamento.  

- protesi del ginocchio, rappresenta l'ultima possibilità per riprendere ad articolare un ginocchio affetto da grave gonartrosi, cioè, significa protesizzare il ginocchio, togliendo la parte logora e sostituendola con una protesi o una emiprotesi, con l'intento di dare mobilità e stabilità al ginocchio stesso.

 

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