ALLERGIA ED ALLERGENI

  1. GASTROEPATO
  2. elenco articoli di pneumologia
  3. Allergia

appunti del dott. Claudio Italiano 

L'allergia

Il termine allergia deriva dal greco e significa letteralmente "reazione alterata".

L'allergia è, cioè, una risposta inappropriata e dannosa dei meccanismi di difesa dell'organismo verso sostanze altrimenti innocue per i soggetti non allergici ma che puo diventare mortale per quelli allergici. Il sistema immunitario dell'allergico va incontro ad una reazione anomala ed esagerata quando entra in contatto con queste sostanze, i cosiddetti allergeni, presenti nell'ambiente in cui viviamo (pollini, acari, muffe, epiteli di animali, veleno d'insetti, nichel, ecc.) o che introduciamo con gli alimenti ed i farmaci. L'allergia si manifesta con una grande varietà di sintomi, dagli starnuti alla lacrimazione, dalla rinorrea alla tosse, dal gonfiore delle labbra alla crisi asmatica, dall'orticaria all'angioedema, dall'eczema al prurito, dal vomito alla diarrea fino a sintomi di estrema gravita quali lo shock anafilattico e l'edema della glottide. Gli allergeni sono le sostanze estranee capaci di produrre nell'organismo una reazione allergica, cioè una reazione spropositata e fuori luogo, mediata da sostanze dette anticorpi del tipo IgE, responsabile di manifestazioni cliniche diverse. Le sostanze allergizzanti sono estremamente numerosi e possono essere suddivisi in:

- Allergeni da inalazione: pollini, acari, dermatofagoidi ed altri parassiti presenti nelle polveri ambientali, derivati di origine animale (forfore, peli, ecc.), spore fungine ecc.

- Allergeni da ingestione: alimenti, di origine animale o vegetale, sostanze chimiche diverse (ad es. additivi alimentari),farmaci ? Allergeni da iniezione o da puntura : farmaci (ad es. anestetici), veleni di insetti.

- Allergeni da contatto : sostanze chimiche diverse, cosmetici, farmaci

Come si manifesta l'allergia?

Quando parliamo di allergia, dobbiamo tenere presente che, oggi, 2019, nuovi concetti fisiopatologici hanno superato le vecchie concezioni. Perfino il microbiota intestinale svolge un ruolo nella genesi dei fatti allergici. E quando parliamo di microbiota facciamo riferimento ai batteri dell'intestino ed alla corretta alimentazione (frutta, verdure e fibre, poca carne, pesce) che sono alla base di una adeguata e calibrata risposta immunitaria. Infatti è stato dimostrato che esistono sostanzialmente due tipologie di batteri, la flora fermentativa, quella buona, e la flora putrefattiva (concetto dei probiotici). Questi batteri sono alla base di complesse reazioni immunologiche, o meglio, reazioni immuno-mediate, IgE mediate, non IgE mediate e miste.

Per questa ragione, l'allergia è una condizione immunopatologica che si associa a:

- pattern genetico, vale a dire il corredo dei nostri geni che ci predispone o meno al fenomeno allergico; esistono infatti delle cellule T regolatrici delle risposte infiammatorie ed allergiche che sono fondamentali per l'omeostasi del processo di infiammazione e che prevengono, a seconda della costellazione cellulare dei linfociti T, cioè dei cloni T, al fatto allergico o meno. Per esempio il clone Th17, se è preponderante, predisposte all'allergia ed amplica la risposta immunologica in tal senso e verso le patologie autoimmuni.

In questo contesto rientrano anche i microRNA che troviamo nelle cellule immunologiche, che "accendono o spengono" i geni che poi regolano in ultimo la produzione dei cloni. Da qui il nuovo concetto della funzione dei frammenti di microRNA che non fa parte del cosiddetto "materiale genetico di risulta", cioè il "materiale genetico spazzatura", del passato. Per questi motivi invecchia bene e vive a lungo chi ha un buon processo di "immunosenescenza", con blocco dei fatti infiammatori cronici, nel senso che la bilancia infiammatoria di regola nel senso di antiinfiammazione. Altro concetto sono i telomeri e le telomerasi, che se efficaci, consentono una buona risposta immunologica.

- fattori materni, nel senso che nella gravidanza, lo sviluppo del feto può decorrere in una maniera tale da essere predisposto alle allergie e, pure l'allattamento al seno o meno, genera un indivudo atopico, che cioè è pronto per sviluppare allergia quando le sue condizioni ambientali lo espongono a queste risposte alterate immunologiche.

Per esempio , durante la gravidanza, il trofoblasto produce tanti mediatori, fra cui l'interleuchina IL35, che svolge un ruolo tollerogeno, una citochina che fa innalzare il livello delle Treg, cioè quella popolazione di linfociti che regolano in senso soppressivo le risposte infiammatorie e soprattutto sopprimono le risposte dei linfociti Th17. Per questa ragione, in gravidanza, le malattie autoimmuni nelle donne trovano un momento di sospensione o comunque di riduzione nell'impiego di farmaci.

- impatto ambientale, significa che sono sono un individuo atopico, deviato in senso T helper 2, se vive in una grande città dove i tir sgommano e lanciano in aria polveri dei motori diesel e lattice dai loro pneumatici, prima o poi, sviluppero asma, meglio ancora se sono un bambino chiuso in casa, poco esposto agli allergeni. Da qui il concetto che un bambino del terzo mondo non conosce l'allergia.

RiniteL'acaro della polvere di casa, mentre dimora sulle vostre coperte!

La rinite allergica e un'affezione caratterizzata da una tipica sintomatologia: serie di starnuti, talora 10-20 consecutivi (frequentemente preceduti da prurito o bruciore nasale), secrezione acquosa, ostruzione nasale che non di rado costringe a respirare attraverso la bocca. Può esservi arrossamento delle congiuntive, particolarmente intenso nelle allergie ai pollini. La sintomatologia ha spesso una costante modalità di insorgenza, in rapporto all'allergene stagionale. La durata della singola crisi può essere brevissima, anche di pochi minuti, o può prolungarsi per molte ore. Nella provincia di Belluno questa affezione da sola od associata a disturbi oculari rappresenta oltre il 50 % della patologia allergica respiratoria. Tale percentuale si eleva all'88 % se si considerano anche le forme associate ad asma bronchiale.

 

Asma

E' caratterizzata da crisi di mancanza di respiro di varia intensità e durata. Il paziente avverte una sensazione, sempre più intensa e molesta, di soffocamento e di bisogno d'aria e prova la penosa impressione di una "morsa che stringe il torace". Il respiro e sibilante. La tosse può precedere, accompagnare o segnare la fine dell'attacco asmatico. L'accesso può avere durata variabile, di solito di ore, talvolta pochi minuti, rare volte più giorni.Meccanismo dell'allergia, eosinofili, ICAM e VCAM 1

Pollinosi

 

I pollini costituiscono i primi agenti allergizzanti identificati e la malattia che va sotto il nome di pollinosi e tra le espressioni allergiche note da più lungo tempo, fin dal V secolo a.C. Il quadro della così detta " febbre da fieno" fu descritto con precisione nel 1819 da Bostock, che ne era affetto e aveva notato il rinnovarsi stagionale di rinite, congiuntivite e asma, a cui si accompagnava spesso un fugace rialzo febbrile. Proprio la sintomatologia febbrile è stata a lungo incompresa e soltanto ora trova la sua razionale giustificazione in particolari sostanze chiamate interleuchine che partecipano alla reazione allergica. I granuli pollinici sono speciali cellule riproduttive delle dimensioni di pochi millesimi di millimetro corrispondenti, nelle piante, alla cellula riproduttiva dell'animale maschio. La pollinosi costituisce la più classica e frequente malattia allergica e comprende le varie manifestazioni cliniche (soprattutto nasali, oculari e bronchiali) che si presentano con periodicità stagionale, durante il periodo della pollinazione, in soggetti sensibili ai pollini di determinate famiglie di piante. Si può calcolare, in via approssimativa, anche se non esistono dati statistici precisi, che in Italia almeno il 5 % della popolazione presenti manifestazioni cliniche, più o meno evidenti, di pollinosi; si avrebbero quindi, nel nostro Paese, oltre 2 milioni di persone affette dalla malattia. Tra i pazienti allergici che vengono seguiti dal Servizio di Allergologia respiratoria dell'Ospedale di Belluno il 51 % e affetto da questa malattia.

Sindrome Orale Allergica

 Sovente si riscontra, in alcuni soggetti, una reattività crociata verso pollini di alcune famiglie e vari alimenti vegetali. In tali casi il contatto con questi alimenti provoca una sindrome orale allergica con fenomeni irritativi a carico delle labbra e del cavo orale. Nella pollinosi da betulla e nocciolo si riscontra frequentemente un'ipersensibilità a mela, pera, albicocca, noce, ciliegia, banana, nocciola, finocchio e carota. Chi soffre di allergia alle compositae spesso presenta ipersensibilità al sedano Nella pollinosi da graminacee si può riscontrare una reattività con pomodori, meloni, angurie, arance e kiwi.

Diagnosi di allergia

La diagnosi delle malattie allergiche presenta caratteristiche ed aspetti particolari. Infatti il problema diagnostico non si esaurisce nell'accertamento della malattia, in genere non particolarmente difficile, ma consiste soprattutto nel riconoscimento e nella dimostrazione dei fattori causali che determinano la malattia. La storia del paziente risulta di fondamentale importanza per un orientamento sugli allergeni sospetti che devono poi essere identificati mediante test diagnostici specifici. Le prove cutanee sono, tra le indagini diagnostiche specifiche, quelle più frequentemente praticate e conservano tuttora una indiscussa validità se eseguite da mani esperte e se correttamente valutate. Vanno pertanto considerate come metodica di primo livello nell'approccio diagnostico al soggetto allergopatico. Si basano sul principio che se un individuo possiede IgE specifiche verso un determinato allergene, queste sono, almeno in parte, legate ai globuli bianchi del sangue e a speciali cellule dei tessuti anche quelli cutanei, chiamate mastociti.

continua con la diagnosi di allergia   la diagnosi di allergia

indice di pneumologia